Mangiare i Grassi per dimagrire e/o definirsi

Funzione dei grassi: perché non vanno eliminati dalla dieta

Se da una parte si sono viste diete che restringevano completamente i carboidrati fino ad eliminarli, come la dieta Dukan, la dieta Atkins e altri tipi di chetogeniche, dall’altra abbiamo persone che hanno la fobia dei grassi alimentari. Questa paura è stata incentivata anche dalla “nutrizione classica” con la dieta mediterranea, che introduce nelle buone abitudini da rispettare vita natural durante il 55-60% di carboidrati, il 15-20% di proteine e al massimo il 15-20% di grassi. Ispirandosi a questa si sono poi evoluti tanti approcci low fat high carb, in particolare utilizzati nel settore fitness. E’ credenza comune, quando si pensa ad un’alimentazione sana, di mangiare scondito e con pochi grassi. I classici menù “fitness” sono composti da carni bianche, pesce bianco, latticini molto magri, pochi o nessun condimento, in accompagnamento da una buona dose di cereali e frutta. Sicuramente possiamo affermare che restringendo al minimo i grassi alimentari si verifica in prima battuta una perdita di peso. Le calorie scendono vorticosamente, e questa riduzione viene segnalata al nostro corpo, che inevitabilmente intacca le proprie riserve per mantenere attive tutte le nostre funzioni vitali. Però il giochino non dura all’infinito, e per alcune persone potrebbe essere totalmente lesivo. Se il nostro corpo non riceve più grassi dalla dieta, peggiorerà la capacità di gestirli ed utilizzarli come fonte energetica. Quindi dal momento in cui saranno reintrodotti, il risultato sarà un maggior accumulo dei grassi all’interno delle nostre riserve adipose. Tutto ciò si verifica perché le molecole di grassi, se assunte in quantità opportuna, lanciano al nostro organismo dei segnali specifici che attivano nel corpo reazioni ben precise. Un’assunzione di grassi contemporanea ad una restrizione di carboidrati, infatti, aumenta l’attività di alcune molecole come la PGC-1 e l’AMPK, che sono dei segnalatori energetici i quali hanno la funzione di avviare i processi di dimagrimento. Sicuramente, anche eliminare totalmente i carboidrati dalla dieta dà effetti negativi sul lungo periodo, che incidono fortemente anche sulla sua sostenibilità. Al tempo stesso, però, è importante mantenere ciclicamente un buon apporto di lipidi, che mantengono accesa la modalità “bruciagrassi”. Il corpo, in questo modo, sarà in grado di andare a pescare direttamente dalle nostre riserve interne adipose, ogni volta che sente carenza energetica. Diversamente, siamo in balia degli spuntini e in perenne stato di insoddisfazione: infatti, i carboidrati comportano quella che si chiama “carb addiction”, una vera e propria dipendenza da zuccheri e cereali raffinati (ma anche da fonti più “sane”), in cui non si riesce a smettere di cercarne non appena lo stomaco si svuota. Un adeguato consumo di grassi, inoltre, è fondamentale per soddisfare il gusto e favorire la sazietà. Per eliminare la voglia di zuccheri, infatti, i grassi sono la strategia vincente. Inoltre, anche in una situazione di bulking, per mantenere i recettori muscolari del glucosio sempre ricettivi e famelici (così da convogliarne i nutrienti), è opportuno restringere (o eliminare) periodicamente i carboidrati, spingendo il sistema ad utilizzare i grassi in quell’arco di tempo. Così possiamo beneficiare di una sintesi proteica nel muscolo, senza andare ad arricchire e rigonfiare le cellule di grasso. Il risultato è un bulking più pulito e più efficiente. E cosa dire riguardo alla qualità dei grassi? Sono tutti uguali oppure è diverso mangiare un cucchiaio di burro da un cucchiaio di olio? I grassi saturi (i grassi animali) sono realmente dannosi come vogliono farci credere? In realtà, come spiegato in modo esaustivo nell’articolo di Oukside, anche i grassi saturi sono importanti per un’alimentazione salutare, e allo stesso modo possono essere usati in abito fitness sia per raggiungere risultati estetici che di performance. Alcune delle funzioni che rivestono questi grassi sono: • regolare e avviare la produzione ormonale; • partecipare alla costruzione delle membrane cellulari; • intervenire durante l’azione del sistema immunitario; • fornire una fonte d’energia preferenziale per il cuore; • permettono il regolare funzionamento delle ossa e del fegato. Tra i grassi saturi, una categoria specifica può essere utilizzata in modo intelligente per migliorare la flessibilità metabolica e indurre l’organismo a dimagrire di più, ossidando più lipidi. Si tratta degli acidi grassi a media catena, come quelli contenuti nel cocco e nel burro (laurico C12 e miristico C14). Vedremo in articoli successivi come e quando utilizzarli per migliorare la flessibilità metabolica. In conclusione possiamo affermare che una quota eccessiva di grassi può certamente portare ad un accumulo di adipe e un peggioramento dello stato fisico, soprattutto in associazione con quote importanti di carboidrati. Tuttavia, se assumiamo una quota adeguata di grassi (puntando sulla qualità) in maniera ciclizzata e in linea con i propri obiettivi, miglioreremo sul lungo periodo lo stato di salute, la forma fisica e la performance.

 

Cristian Moletto

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